LA STORIA DEL KYOKUSHIN KARATE

Il Kyokushin Karate è uno stile relativamente recente. Nato a cavallo degli anni Cinquanta, era chiamato originariamente "Oyama Karate" in riferimento al nome del fondatore, Masutatsu Oyama, uomo di grande carisma e forza fisica, impegnato nella missione patriottica di creare uno stile di karate giapponese in risposta alla Muay Thai, che in quegli anni umiliava di continuo le scuole di karate tradizionali nei vari "scambi culturali" che venivano organizzati tra Giappone e Thailandia. Non potendo accettare un secondo affronto all'onore dello spirito nipponico per mano straniera (dopo, quello pesantissimo e drammatico, delle due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki), Oyama elaborò uno stile di karate che facesse dell'efficacia in combattimento, e non della gestualità tecnica, il suo elemento costitutivo. Nacque così l'Oyama Karate, che assunse successivamente il nome di Kyokushin Karate (la via dell'estrema verità). Tecnicamente Oyama convogliò nella sua nuova "creatura" il meglio delle discipline che aveva praticato fin dall’infanzia: calci del Taekwondo, pugni della boxe inglese, ginocchiate e gomitate della Muay Thai, proiezioni e lotta a terra del jujitsu. Inizialmente, la pratica era davvero brutale: i colpi venivano inferti a mani nude senza il benché minimo controllo. Oyama riuscì insomma nell’intento di creare una nuova generazione di budoka praticante di arti marziali in grado di tenere testa ai rivali thailandesi (la leggenda narra di un incontro tra 7 praticanti di Kyokushin e 7 di Thai svoltosi in un'isola del Pacifico finito in parità). Ma quando gli incidenti in gara e in allenamento divennero sempre più frequenti, Oyama decise di interdire dal regolamento di gara i colpi di pugno al viso. Attualmente il regolamento internazionale Kyokushin vieta i colpi al viso, ma nonostante questa limitazione resta uno stile di Karate unico al mondo per la sua completezza tecnica e filosofica, da questo stile sono nati innumerevoli campioni che si sono fatti valere anche in altre discipline e sport da combattimento a dimostrazione della validità della scuola Kyokushin.

LO "SPIRITO DELL'OSU"

Sosai Masutatsu Oyama 1923-1994
Sosai Masutatsu Oyama 1923-1994

"Osu" significa pazienza, rispetto e apprezzamento. Per sviluppare uno corpo e uno spirito forte, bisogna necessariamente allenarsi duramente. Tutto ciò richiede grandi sacrifici, perchè si deve spingere se stessi al limite, e la reazione più spontanea sarebbe fermarsi, smettere quello che si sta facendo. Raggiunto questo punto si deve combattere contro te stessi e la propria debolezza, e si può vincere! Facendo questo si impara a perseverare, ma anche ad essere paziente. Questo è OSU!

La ragione per cui ci si espone a questo duro allenamento è perchè si impara ad avere cura di se stessi, nonchè ad amarsi e rispettarsi. Questa forma di auto-rispetto sviluppa ed espande il concetto di rispetto per il proprio maestro, per il proprio istruttore e per gli altri studenti. Quando si entra in un dojo si china il capo e si dice "Osu!". Questo significa rispetto per il dojo e per il tempo che trascorreremo per allenarsi in quel luogo.

Questo sentimento di rispetto è OSU!

Durante l'allenamento si spinge se stessi nel modo più duro possibile, anche questa è una forma di auto rispetto. Quando si ha finito si china il capo al proprio istruttore e agli altri studenti e si dice "Osu!" ancora una volta. Lo si fà per dimostrare apprezzamento.

Questo sentimento di apprezzamento è OSU!

Così "Osu" è una parola molto importante nel Karate Kyokushin perchè significa pazienza, rispetto e apprezzamento. Ecco perchè usiamo sempre la parola "Osu", per ricordare a noi stessi queste indispensabili qualità.

"Oshi ShinobU"
"Oshi ShinobU"

Confucio scrisse che "la sincerità è la fine e l'inizio di tutte le cose". Questa filosofia ci può aiutare tutti nella pratica dei principi del Kyokushin di Sosai Mas Oyama. Confucio continuava dicendo che "percepire quello che è giusto, e non applicarlo, vuol dire mancanza di coraggio". Tutti dovremmo cercare di vivere la nostra vita quotidiana seguendo questi principi nel migliore dei modi.

Vengono di seguito riportate le parole di Shihan Cameron Quinn, pubblicate nel suo libro "The Budo Karate of Mas Oyama".

Quinn scrive: "Esiste un detto in Giappone “Ischi no ue ni san nen”. Tradotto, significa "Tre anni su una roccia". Questo detto significa che bisogna perseverare in ogni momento. E' una delle filosofie che più stanno alla base del Karate Kyokushin".

"Il Kyokushin è un'arte che offre molte cose, a breve o a lungo termine, secondo gli scopi del praticante. Alla fine, si comprende che, a prescindere dai calci, pugni e kata, esiste uno spirito speciale nel cuore di ogni praticante. Insegna ad affrontare faccia a faccia i problemi della vita quotidiana con un atteggiamento maturo e tollerante. Un Budo-ka non può essere scosso facilmente dai colpi delle avversità, portando l'essere a comprendere le sue vere potenzialità, senza mai tirarsi indietro".

Proseguendo su queste parole sullo sviluppo del carattere, Quinn scrive: "Questa forza nel carattere sviluppata attraverso il duro allenamento è conosciuta come "osu no seishin". La parola Osu deriva dalla frase "Oshi ShinobU", che significa "perseverare nonostante essere stati respinti". Questo concetto implica la grande volontà di spingere se stessi ai limiti della resistenza e perseverare sotto ogni genere di pressione".

Continua con: "La singola parola Osu racchiude molto accuratamente il significato di quello che l'arte del Karate, in particolare il Kyokushin, ha da offrire. Chiunque riesca a manifestare lo "spirito dell'Osu" in ogni parola, pensiero, e azione, può essere considerato saggio e coraggioso. Allenandoci dobbiamo avvicinarci quanto più è possibile allo "spirito dell'Osu". La vita quotidiana e le responsabilità di ognuno di noi dovrebbero essere vissute in modo più completo avvicinandole allo "Spirito dell'Osu".

 

OSU

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