LA STORIA DELLE ARTI MARZIALI MISTE MODERNE

I tornei di Arti Marziali Miste moderni si sono sviluppati per anni su due principali filoni paralleli. Il primo era il filone Brasiliano del Valetudo, seguito dal filone Giapponese con gli show di Shoot Wrestling. Il Valetudo dilaga negli anni '90 con la "Gracie Challenge" creata da "Carlos Gracie" e poi portata avanti dai discendenti della famiglia Gracie. Negli anni 70 una serie di incontri di Arti Marziali Miste furono organizzati da Antonio Inoki, questi incontri portarono alla formazione della prima organizzazione di Arti Marziali Miste nel 1985.

Il concetto di combinare le tecniche di diverse discipline marziali fu per la prima volta proposto da Bruce Lee alla fine degli anni '60 fino ai primi anni '70. Bruce Lee fu un pioniere in questo campo e sosteneva che "il miglior combattente non è un pugile, un karateka o un Judoka. Il miglior combattente è qualcuno che si può adattare a qualsiasi stile di combattimento". Il suo concetto innovativo è tutt'oggi riconosciuto dal presidente dell'UFC Dana White, che lo ha definito "Il padre delle Arti Marziali Miste".

Questo tipo di sport cominciò a farsi conoscere alle masse negli Stati Uniti nel 1993, quando Royce Gracie vinse il primo Ultimate Fighting Championship, lanciando una rivoluzione nelle arti marziali: fu possibile finalmente rendersi conto di quali erano le arti marziali veramente efficaci in un combattimento reale e quali erano solo bufale vendute, spesso a caro prezzo, da impostori e truffatori che sfruttavano l'ignoranza e la credulità dei praticanti. In Giappone nel 1997 il crescere esponenziale dell'interesse in questo sport portarono alla creazione del PRIDE Fighting Championships. Nei primi tornei UFC si confrontavano combattenti di diversi stili per individuare l’arte marziale o lo sport di combattimento realmente più efficace. Gli spettatori di tutto il mondo rimasero colpiti nel vedere come gli esperti delle discipline che oggi costituiscono il grappling (lotta e jiu jitsu brasiliano) prevalevano facilmente sui loro avversari non colpendoli con pugni e calci, ma portandoli a terra e costringendoli ad arrendersi con strangolamenti o con leve articolari e senza provocargli alcun danno fisico. Fu un vero dominio, al punto che i grapplers vinsero 10 dei 12 tornei disputati a mani nude. Fu una grande rivoluzione nel campo delle arti marziali e degli sport di combattimento; le prime competizioni di MMA (in cui si combatteva a pugni nudi e con regole più permissive rispetto ad oggi) dimostrarono che tutte le arti marziali che non prevedono competizioni agonistiche (es. wing tsun, krav maga, arti marziali che non prevedono combattimenti, ecc...) sono completamente inefficaci in un combattimento reale per il principio: senza combattere non si può imparare a combattere.

Ci fu un dominio assoluto delle arti marziali e degli sport di combattimento che prevedono competizioni agonistiche (lotta, jiu jitsu brasiliano, judo, jujitsu, thai boxe, taekwondo WTF, kick boxing, boxe, savate ecc...) rispetto alle arti marziali che non prevedono competizioni agonistiche. 2) che gli atleti delle discipline di striking (dove si combatte con pugni e calci) erano rapidamente sconfitti nei combattimenti con gli atleti delle discipline di grappling per una serie di ragioni tra cui le principali sono: l'assenza dei guantoni (ottenere il ko con un colpo a mani nude è più difficile e senza la protezione dei guantoni le mani possono fratturarsi quando si colpisce), la maggiore forza fisica dei lottatori e l'incapacità degli strikers nel combattimento corpo a corpo sia in piedi che a terra. Le MMA quindi si dimostrato, tra tutte le arti marziali e gli sport di combattimento, forse il sistema più efficace per il combattimento reale a mani nude e per la difesa personale.

Questo sport raggiunge un picco di polarità altissimo nel dicembre 2006 all'UFC 66, evento nel quale fu disputata la rivincita tra il campione dei pesi massimi leggeri Chuck Liddell e il campione uscente Tito Ortiz, in quell'occasione furono frantumati tutti i record Americani delle PPV vendendo al pari dei più grandi eventi di boxe di tutti i tempi. Nel 2007, La Zuffa LLC, proprietaria dell'UFC, acquista il PRIDE, creando un forte legame tra le due più grandi federazioni di questo sport consentendo così ad atleti campioni del Pride di confrontarsi in incontri "da sogno" per il pubblico contro campioni del UFC sotto un unico regolamento.

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